Senza categoria

Coronavirus nel mondo: superate 170 mila vittime, oltre 42 mila solo negli Usa

Il bilancio delle vittime legate al Covid-19 nel mondo ha superato la soglia delle 170 mila. Secondo l’ultimo aggiornamento della Johns Hopkins University, i decessi sono 170.324, di cui 42.335 solo negli Stati Uniti, che si confermano il Paese col più alto numero di morti, seguiti da Spagna e Italia. I casi di contagio a livello globale vanno verso i due milioni e mezzo, con 2.477.426 infetti confermati.

Usa, superate le 42 mila vittime

Negli Stati Uniti sono stati registrati 1.433 nuovi decessi per il coronavirus nelle ultime 24 ore. Il totale dei decessi negli Usa per il coronavirus ha così raggiunto quota 42.094. I contagi sono 784.000. Il presidente Donald Trump ha intanto annunciato un decreto con il quale intende sospedere l’immigrazione negli Usa. Alcuni stati del sud, intanto, hanno cominciato a riaprire alcune attività non essenziali, anche sotto la pressione delle proteste di molti cittadini e piccoli imprenditori. La South Carolina ha permesso la riapertura dei grandi magazzini, dei negozi al dettaglio e dei mercati delle pulci a patto che si rispettino le linee guida sul distanziamento sociale. In Georgia via libera da venerdì prossimo alla riapertura delle palestre, di barbieri e parrucchieri, dei saloni di bellezza, del centri massaggi e di quelli per i tatuaggi. E da lunedì anche dei ristoranti e dei cinema. In Tennessee l’ordine di restare a casa verrà revocato a partire dal 30 aprile consentendo un ritorno quasi alla normalità. Il governatore dell’Indiana ha invece prorogato le restrizioni fino al primo maggio.

Brasile, giallo sui morti: sono oltre 40 mila i contagi

Piccolo giallo sul numero delle vittime per coronavirus in Brasile. Il ministero della Salute ha prima annunciato che nelle ultime 24 ore i morti erano 383, salvo poi rettificare a 113. Col nuovo bilancio, le vittime totali salgono a 2.575. Superano quota 40 mila invece i contagi, assestandosi a 40.581, con un aumento del 5 per cento rispetto a ieri. Il tasso di mortalità è del 6,3 per cento. Lo stato di San Paolo si conferma il più colpito dall’epidemia con 1.037 morti e 14.580 contagi.

Arabia Saudita, sospese le preghiere in moschea per il Ramadan

L’Arabia Saudita ha esteso la sospensione della preghiera nella Grande Moschea e nella Moschea del Profeta durante il mese sacro del Ramadan per contrastare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il presidente generale della due Sacre Moschee su Twitter, Sheikh Abdulrahman bin Abdulaziz Al-Sudais.

Indonesia vieta tradizionale esodo di fine Ramadan

L’Indonesia vieterà il tradizionale esodo di massa, localmente noto come ‘mudik’, con cui i musulmani nel Paese celebrano la fine del mese di Ramadan, a maggio. L’inziiativa è volta a contenere la diffusione del nuovo coronavirus nel Paese. Ad annunciarlo è stato il presidente, Joko Widodo, come riportano i media locali. “Ho deciso che vieteremo il mudik e dobbiamo mettere in atto l’adeguata preparazione”, ha riferito Widodo durante una riunione di gabinetto svoltasi in teleconferenza. Il presidente ha citato un sondaggio del ministero dei Trasporti, secondo cui il 24% degli indonesiani è intenzionato, nonostante l’epidemia, a unirsi al consueto esodo dopo la fine del Ramadan, in quello che è il Paese musulmano più popoloso al mondo. In occasione del mudik, in Indonesia scatta una vera e propria corsa dei cittadini verso i luogi di oriogine e i villaggi natali per festeggiare la fine del Ramadan, il mese saccro di digiuno e preghiera nell’islam.

Pakistan, 192 morti e oltre 9 mila contagi

Sono 176 i morti per coronavirus in Pakistan mentre il numero di infezioni è salito a 9.016. Lo riferisce il ministero della Sanità. Ieri, il Paese ha registrato il maggior numero di casi positivi in un solo giorno: 796. La provincia del Punjab orientale è la zona più colpita con 4195 casi e 45 morti. Il tasso di mortalità è elevato nella provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, dove sono stati registrati 74 decessi su 1.276 pazienti. Mentre i guariti sono 2.066. Il consigliere del primo ministro alla Sanità, il dr Zafar Mirza, ha affermato che il 74% delle vittime è rappresentato da uomini, mentre l’83% aveva problemi di salute preesistenti come il diabete, il cancro e al cuore. L’82% delle vittime aveva più di 50 anni.

Fonte Republica.it

Lascia un commento